ESTROGENI E DOMINANZA ESTROGENICA

Aggiornamento: 29 apr 2021


Gli estrogeni, ormoni molto spesso incompresi e addirittura odiati ma questi ormoni svolgono importanti funzioni spesso dimenticate: regolano i livelli di colesterolo, il tour over dell’osso, la crescita cellulare, sono responsabili dello sviluppo dei caratteri sessuali, interagiscono con il sistema endocrino, soprattutto sull’asse surrenale e tiroideo e infine modulano la risposta immunitaria. Ma il problema di fondo avviene quando l’equilibrio tra estrogeni, androgeni e progesterone “viene a mancare” infatti in caso di non equilibrio tra questi si può parlare di estrogeno dominanza o dominanza estrogenica.


Premessa: la dominanza estrogenica è spesso pensata come un disturbo prettamente femminile, ma anche gli uomini ne soffrono, soprattutto per colpa del mondo d’oggi. Le cause principali sono la cattiva alimentazione, la sedentarietà, l’eccesso di stress e la sovraesposizione ai composti simil estrogenici (xenoestrogeni). Ora entriamo nel dettaglio conoscendo questi ormoni e le differenze tra donna e uomo.


Gli estrogeni sono degli ormoni steroidei derivanti dal colesterolo che insieme al progesterone sono i principali ormoni femminili, promuovendo così le caratteristiche sessuali secondarie della donna. Questi ormoni sono presenti in concentrazione minori anche nell’uomo in quanto il percorso biochimico che porta alla sintesi degli estrogeni passa attraverso passaggi intermedi rappresentati da ormoni maschili quali l’androstenedione e il testosterone.


Normalmente, quando si parla di estrogeni nell’ambito al femminile, oltre ad essere prodotti principalmente nelle ovaie, si fa riferimento al beta-estradiolo ma in realtà sono tre i principali estrogeni prodotti dalle donne; vediamoli brevemente:

  • Il 17 Beta-estradiolo rappresenta l’ormone più importante nelle donne in quanto sostiene lo sviluppo dei follicoli ovarici durante il periodo fertile e lo sviluppo dei caratteri secondari e degli organi riproduttivi durante la pubertà. Il suo precursore nella biosintesi è il testosterone. Il Beta-estradiolo è dotato di attività proliferativa e se in disequilibrio può favorire la comparsa di tumori negli organi estrogeno dipendenti.

  • Estriolo, che è presente in quantità superiore al beta-estradiolo è dotato di scarsa attività estrogenica e, per questo, è stato sempre ritenuto poco importante. In realtà e fondamentale perché insieme al progesterone è essenziale per il mantenimento della gravidanza e sembra dotato di un effetto antitumorale.

  • L’estrone, invece viene prodotto dalle ovaie a partire dall’androstenedione e rappresenta l’estrogeno più presente dopo la menopausa. Questo, se in eccesso può avere un effetto pro cancerogeno.


Nell’ambito maschile invece gli estrogeni, con prevalenza del 17 beta-estradiolo, sono prodotti per il 10/15% nei testicoli, il resto avviene per la conversione del testosterone in estrogeni ad opera dell’ enzima aromatasi soprattutto nel fegato e nel tessuto adiposo tramite la cosiddetta aromatizzazione.


Nelle donne livelli elevati di estrogeni si possono verificare durante la pubertà e la gravidanza ma anche in età più avanzato dove si può verificare la cosiddetta “predominanza estrogenica” che corrisponde ad un aumentato rapporto estrogeni-progesterone, dovuto principalmente al calo del progesterone causato da una diminuita funzionalità surrenalica spesso legata allo stress.

Lo stress “ruba” il progesterone che viene usato come precursore del cortisolo causando l’effetto opposto. Questo favorisce un circolo vizioso in quanto lo stress favorisce l’estrogeno dominanza che causa insonnia e ansia in quanto il progesterone ha un effetto rilassante agendo a livello dei recettori GABAergici del cervello. L’insonnia aumenta la produzione di cortisolo che a sua volta aumenta l’estrogeno dominanza. Si instaura così un circolo continuo che porta a stanchezza cronica, disturbi del controllo glicemico, aumento di peso, obesità, ansia e depressione.


Inoltre con l’avanzare dell’età, sia i livelli di estrogeni che di progesterone calano progressivamente. infatti si stima che dopo la menopausa gli estrogeni prodotti sono circa metà rispetto all’età fertile e il progesterone è meno di un quarto. Le donne in menopausa sono quindi maggiormente esposte a dominanza estrogenica.


La dominanza estrogenica, nella donna, può causare ritenzione idrica e aumento del tessuto adiposo, mestruazioni dolorose e flussi abbondanti.


Nell’uomo livelli alti di estrogeni sono legati principalmente all’obesità in quanto come abbiamo detto, il tessuto adiposo è la principale sede di aromatizzazione del testosterone ed è anche questo legato molto all’età in quanto con gli anni aumenta l’aromatasi. Questo inevitabilmente porta a un livello più basso di testosterone con diminuzione della libido e delle capacità erettili e una bassa produzione di spermatozoi e spiegherebbe anche la diminuzione di nascite negli ultimi anni. Il livello di estrogeni più elevato nell’uomo può portare anche all’aumento di grasso a livello mammario sfociando in ginecomastia ma anche a una femminilizzazione generale che comporta una differente distribuzione del grasso corporeo simile alla donna.


Oggigiorno, oltre che alla cura dello stile di vita a 360 gradi, bisogna anche tener conto degli estrogeni presenti in alcuni alimenti, soprattutto nei prodotti caseari e in alcune carni, ricche, tra l’altro, di grassi saturi che, se in eccesso, a loro volta favoriscono la produzione di estrogeni.


Anche l’inquinamento ambientale sempre più contaminato da xenoestrogeni contenuti in pesticidi, plastica, propellenti, prodotti per la cura della persona, tappezzeria, possono squilibrare il livello degli estrogeni nel nostro organismo.


Un ruolo centrale lo hanno anche il microbiota intestinale, che vedremo successivamente ma soprattutto la funzionalità epatica dal momento che gli estrogeni vengono metabolizzati a livello epatico e quindi ogni fattore che ne può alterare la funzionalità (alcol, farmaci, dieta scorretta, carenze di vitamine e aminoacidi), può causare un innalzamento degli estrogeni con cattiva metabolizzazione.


In caso di dominanza estrogenica, la medicina convenzionale ricorrerebbe alla classica terapia farmacologica che spesso può essere evitata. Come detto più volte, intervenire tempestivamente con un approccio integrato a 360 gradi, può dare ottimi risultati. Quindi cambiare drasticamente stile di vita, soprattutto con una alimentazione più corretta, inserire una adeguata attività fisica e utilizzare integratori prevalentemente di tipo nutraceutico, ovvero sostanze naturali presenti in prodotti vegetali in grado di modulare i metabolismi ormonali, nel insieme, possono dare veramente ottimi risultati.

Fine della prima parte. Nella seconda parte vedremo nel dettaglio cosa comporta la dominazione estrogenica e come combatterl.